Vesparliamone riporta qui di seguito, interamente e per brevità, alcune importanti email che circolano in unimi che riguardano il personale tecnico.. BUONA LETTURA!
Mi è stato segnalato da
alcuni tecnici che l’amministrazione ha inviato ai direttori la scheda che riporto in allegato.
In alcuni casi i direttori l’hanno distribuita e hanno dato istruzioni per compilarla, in altri l’hanno solo distribuita, qualcuno l’ha tenuta nel suo pc.
Credo che sia
utile scambiarci idee e informazioni a riguardo.
Anzitutto se c’è qualcuno che non l’ha ricevuta è il caso che chieda al suo direttore.
Come si può notare non è previsto un campo per indicare le ore di didattica istituzionale (in corsi istituzionali o di perfezionamento) tenute dai tecnici. Credo che questo nasca da un pregiudizio radicato nell’amministrazione: i tecnici farebbero solo attività di sostegno, come le esercitazioni).
C’è, però, un campo “libero” (altre attività) che si può utilizzare.
Guardando i regolamenti di altri atenei si scopre che il pregiudizio è radicato un po’ ovunque. Quindi è anche possibile che, alla fine, quando presenteranno una bozza di regolamento, vogliano considerare la didattica dei tecnici solo come supporto. Sta a noi fare emergere che non è così e avere le idee chiare su che cosa sarebbe utile avere in un regolamento. Questa mail vorrebbe aprire la discussione che, se lo si riterrà utile, potrebbe poi essere ripresa in sede di assemblea.
Cordiali saluti
..... la didattica sia un arma a doppio taglio e cercare di "normare" la materia sia difficile. Forse anche controproducente.
Formalmente, se anche il nostro contratto non vieta espressamente di farla, la sua erogazione da parte del personale Tecnico è, nella realtà, spesso frutto di trattative e relazioni personali.
Intendo dire che per dare più potere contrattuale "individuale" biognerebbe cercare di ottenerne l'esplicita abolizione. Questo però metterebbe in seria difficoltà i numerosi colleghi che erogano questa didattica su un confine sottile tra la voglia di rendersi utili, la soddisfazione personale, il desiderio di integrarsi al meglio nella propria struttura e "pressioni" indebite da parte del Personale Docente.
L'alternativa, secondo me, è puntare ad un regolamento che fotografi la situazione allo stato attuale (ossia "i tecnici fanno didattica di sostegno") e che obblighi la struttura a dichiarare questi carichi di lavoro.
Ho invece la sensazione che, formalmente, non potremo mai ottenere che venga riconosciuta la "didattica istituzionale". Questo perchè spesso non è ben netto il confine tra questa e quella di sostegno. Come diceva qualcuno: "se devo portare gli studenti in laboratorio prima devo fargli almento qualche ora (anche diverse) di teoria nella forma di didattica frontale".. ..e decidere se quelle ore sono o non sono didattica istituzionale diventa questione complessa. Inoltre la "didattica Istituzionale" è sempre stata una potente arma per eliminare "outsiders" nei concorsi per Ricercatore: formalizzare che anche i tecnici la erogano ne ridurrebbe l'efficacia.In questo senso la mia opinione è che, dopo la recente sentenza della C. Costituzionale (78/2013), l'unica strada per i colleghi Tecnici che vogliano un pieno riconoscimento del loro contributo alla didattica è combattere perchè venga loro assegnato un corso... ...oppure smettere di tenere veri e propri corsi e limitarsi alle attività di didattica di corollario alle proprie mansioni tecniche.
Personalmente, in passato, io ho svolto attività didattiche anche in seno alle Scuole di Dottorato, arrivando a firmare i libretti dei Dottorandi come Docente del Corso. Tutto questo l'ho fatto per piacere personale e chiedendo unicamente che mi venisse certificata l'attività su carta intestata firmata dal Direttore della Scuola o del Dipartimento. Non ho mai avuto progressioni/incentivi economici o altro in cambio ne mai ne ho ambiti o chiesti. Quando mi sono stufato ho semplicemente smesso e conservo quei certificati in un cassetto.
Ciò che mi piacerebbe è sentire l'opinione di chi, meno fortunato, si trova in quelle situazioni di "pressione indebita" per capire cosa li potrebbe aiutare.Capisco anche che discutere pubblicamente questa faccenda possa non essere ritenuta da loro una strada saggia...
..ma vediamo.
Marco
Nessun commento:
Posta un commento
lascia qui un tuo commento