(Comunicato sindacale del 12 dicembre 2012)Il 30 ottobre 2012 è stato emanato il Regolamento recante le norme guida per la predisposizione dei Regolamenti dei Dipartimenti.
Tutte le Giunte provvisorie dei Dipartimenti hanno centoventi giorni (entro l’8 febbraio 2013) dovranno provvedere a elaborare una proposta di Regolamento del Dipartimento da sottoporre al rispettivo Consiglio.
Il regolamento di dipartimento assume in questo momento estrema importanza , perché costituirà quel insieme di norme che disciplineranno la gestione del dipartimento e di conseguenza, direttamente e indirettamente, il lavoro di tutto il personale tecnico-amministrativo ad esso afferente
Il personale tecnico amministrativo fa parte
integrante del dipartimento e come tale deve partecipare attivamente a questo processo di stesura attraverso i propri rappresentati, in collaborazione con il corpo docente, per garantire tre importanti principi:
1) Partecipazione , più ampia possibile dei lavoratori (strutturati e precari) alle decisioni, attraverso la maggior presenza nei consigli di dipartimento e nelle giunte.
2) Trasparenza: gli atti dei consigli e delle giunte devono essere accessibili a tutti i lavoratori, tutti devono sapere su quali progetti lavora il dipartimento, quali attività istituzionali e quali attività per conto terzi svolge e chi vi è coinvolto.
3) Redistribuzione: il conto terzi non deve essere motivo di divisione tra i lavoratori nè strumento di potere, di ricatto nelle mani dei docenti. Bisogna trovare una modalità equa e condivisa di distribuzione. Cercare di formulare una proposta che rispetti la dignità ed i diritti di tutti i lavoratori.
Come possiamo aumentare il numero dei rappresentanti PTA in Consiglio e in Giunta:
Nelle NORME GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEI REGOLAMENTI DEI DIPARTIMENTI E DELLE STRUTTURE DI RACCORDO, il paragrafo 8 dell’articolo 2, riporta che i Regolamenti dei singoli Dipartimenti possono elevare, per la determinazione della numerosità della rappresentanza del personale tecnico-amministrativo non presente di diritto nel Consiglio, le percentuali minime indicate nell’ultimo capoverso del comma 2 dell’articolo 38 dello Statuto qui sotto riportato:
Per quel che riguarda la rappresentanza del personale tecnico e amministrativo non presente di diritto nel Consiglio, la sua numerosità è definita nel medesimo Regolamento facendo riferimento alla media tra una quota non inferiore al 20% del personale interessato e una quota non inferiore al 10% dei professori e ricercatori complessivamente in servizio;
Inoltre l’elettorato attivo e passivo è esteso al personale tecnico-amministrativo a tempo determinato purché titolare di contratto di durata non inferiore a dodici mesi.
Parimenti, nel paragrafo 23 dell’articolo 2, si dice che la composizione specifica di ciascuna Giunta e le modalità per la sua designazione sono definite nel Regolamento del Dipartimento .
Quindi anche in questo caso i regolamenti di dipartimento possono elevare il numero di
rappresentanti del personale all’interno della Giunta.
Presenza Personale Tecnico-Amministrativo all’interno dei Collegi Didattici
Nel paragrafo 4 Articolo 4-Collegi Didattici è riportato che il regolamento di dipartimento può prevedere anche la partecipazione ai Collegi didattici di una unità di personale tecnico-amministrativo che concorre direttamente alla didattica con le limitazioni e secondo le modalità fissate dal comma 5 dell’articolo 39 dello Statuto:
I Consigli di Dipartimento possono deliberare la partecipazione alle sedute dei Collegi didattici di loro pertinenza del personale tecnico-amministrativo che concorra direttamente alla didattica, limitatamente ai punti all’ordine del giorno relativi ai corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico ai quali essi collaborino, senza diritto di voto e senza che la loro presenza sia considerata ai fini del computo del numero legale.
Nell’ottica di una maggior trasparenza
Il paragrafo 38, dell’Articolo 2, riporta:
Le delibere del Consiglio di Dipartimento sono pubbliche, ai sensi della normativa in vigore. I verbali delle sedute del Consiglio sono consultabili da tutti i componenti il Consiglio, i quali sono comunque tenuti alla riservatezza sull'andamento dei lavori e sulle discussioni relative. Su eventuali richieste di copie è competente il Direttore, nel rispetto della normativa in vigore. Sono comunque accolte, se formulate dai diretti interessati, le eventuali richieste di avere copia delle delibere concernenti chiamate di docenti o forme di selezione o scelta tra più richiedenti o proponenti, nonché delle delibere relative alle attività svolte per conto terzi e alle prestazioni disciplinate da tariffario, se formulate dal personale del Dipartimento.
Quindi tutto il personale può far richiesta e controllare le delibere del Consiglio riguardo alle attività di ricerca commissionata che si svolgono in dipartimento.
Come incentivare e redistribuire le risorse
Nel regolamento di ateneo sulle attività per conto terzi vengono stabiliti i criteri per i compensi al personale che partecipa all’attività commissionata, ma stabilisce anche che ai fini della determinazione dei compensi da corrispondere al personale della Struttura che svolge le attività in questione, si può (noi diciamo si deve) tener conto anche dell’impegno che tali attività hanno comportato per il restante personale. Bisogna tener presente che la maggior parte delle attività conto terzi che vengono svolte in dipartimento, utilizzano spazi, laboratori, strumentazioni e comportano controlli amministrativi, quindi indirettamente, ricadono sul lavoro di tutto personale PTA e sarebbe auspicabile che una quota anche piccola, venga riservata al personale “non direttamente coinvolto”, perché non si creino disparità e divisioni tra colleghi. Non si possono individuare delle regole valide per tutti i dipartimenti, ma ci sembra necessario che il personale tecnico-amministrativo di ogni dipartimento trovi un accordo su regole di ripartizione da inserire nel regolamento (anche se il facsimile dell’amministrazione non lo prevede esplicitamente). Questo per evitare che si sviluppino conflitti e rancori tra colleghi e che il conto terzi venga utilizzato in modo improprio da qualche docente come arma di ricatto.